L’ipertensione arteriosa è riconosciuta come uno dei più importanti fattori di rischio per gravi patologie cardiovascolari e metaboliche.
L’aumento della pressione arteriosa predispone all’insorgenza di:
Infarto cardiaco (insieme a fumo, diabete, obesità viscerale, fattori psicosociali e ipercolesterolemia).
Ictus.
Insufficienza renale.
Scompenso cardiaco.
Fibrillazione atriale.
Demenza.
È fondamentale comprendere che anche minime riduzioni della pressione arteriosa, come soli 3 mmHg di sistolica, possono diminuire la mortalità per ictus dell’8% e per infarto cardiaco del [percentuale mancante nel testo originale]. Questo dimostra l’enorme beneficio di modeste riduzioni ottenute anche solo attraverso cambiamenti nello stile di vita.
Esiste un falso mito metropolitano secondo cui i valori pressori normali sarebbero “100 più l’età”. Se così fosse, una persona di 90 anni dovrebbe avere valori di pressione sistolica pari a 190 mmHg, il che è pericoloso.
Quando si parla di Ipertensione?
Nell’adulto, la diagnosi di ipertensione si effettua quando la pressione arteriosa è stabilmente superiore a 140 mmHg per la sistolica (massima) e/o 90 mmHg per la diastolica (minima).
Per ridurre la pressione alta in maniera naturale e ottenere benefici significativi, si possono adottare i seguenti provvedimenti non farmacologici:
Ridurre l’assunzione di sale con l’alimentazione.
Controllare il peso corporeo.
Eseguire attività fisica regolare.
Introito moderato di alcolici.
Astenersi dal fumo.
Combattere lo stress.
Alcol: È consigliabile evitare i superalcolici e non consumare più di 300 ml di vino al giorno per gli uomini e 150 ml per le donne.
Fumo: Il fumo deve essere totalmente evitato. Oltre a incrementare la pressione arteriosa, è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.
L’Impatto del Sale sull’Ipertensione
L’elevato consumo di sale (cloruro di sodio) è spesso in grado di aumentare significativamente la pressione arteriosa. La maggior parte delle società scientifiche consiglia di non assumere più di 5,75 grammi di sale (2,3 g di sodio) al giorno. Purtroppo, il consumo nei paesi industrializzati è notevolmente superiore, attestandosi intorno a 9 grammi al giorno.
La maggior parte del sale che consumiamo non è quello aggiunto in cucina, ma è contenuto negli alimenti. I cibi maggiormente salati sono gli insaccati, i salumi, i formaggi e i prodotti da forno (pane, pizza, grissini).
Cosa fare? Basta ridurre il consumo di questi cibi e aumentare quello di frutta e verdura per limitare l’introito di sodio.
L’ipertensione arteriosa è più frequente negli obesi, e la pressione aumenta parallelamente all’incremento del peso corporeo.
È stato stimato che per i primi chilogrammi di calo ponderale, per ogni kg perso si ha la riduzione di 1 mmHg di pressione arteriosa sistolica. Perdere peso è quindi un provvedimento efficace per abbassare la pressione.
L’ipertensione arteriosa è un fattore di rischio serio, ma gestibile. Come dimostrato, anche piccoli cambiamenti nello stile di vita (dieta a basso contenuto di sale, attività fisica e controllo del peso) possono portare a benefici significativi, riducendo drasticamente il pericolo di ictus e infarto cardiaco.
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Direttore Sanitario: Dott.ssa Bogazzi Anna Rosa